Le parole magiche, M. L. Giraldo

Stare insieme Parole chiave: racconto realistico - regole, bambini, insegnante, classe Cittadinanza Le parole magiche Adatt. da Maria Loretta Giraldo, Anna e le parole magiche, San Paolo Edizioni Oggi, in cortile sono scoppiati tanti litigi, così la maestra Michela ci ha fatto tornare subito in classe. Pensavamo che volesse farci una bella predica, invece lei ha detto: – Adesso parliamo di parole e di azioni magiche. Quali sono le parole magiche che conoscete? Giuseppe ha alzato la mano e ha detto: – Abracadabra. Sofia ha detto: – Bidibi-bodibi-bu. Ma ogni volta la maestra faceva di no con la testa. – Io intendevo le parole magiche che si possono usare tutti i giorni per fare più bella la nostra giornata. Poi Vanessa ha detto: – “Scusa” è una parola magica, perché ti fa fare la pace con chi è arrabbiato con te. – Bene! – ha esclamato la maestra. E così tutti abbiamo cominciato a dire altre parole magiche: “per piacere!”, “permesso”, “grazie!” e in classe si sentiva una grande confusione. – Uno alla volta! – ha chiesto allora la maestra. – Lasciare che parlino anche gli altri è la prima azione magica che mi viene in mente in questo momento. Filippo ha detto che non è giusto dare le spinte quando si è in fila, perché se tu dai una spinta a qualcuno, poi quando qualcuno dà una spinta a te non ti puoi neanche lamentare. Giuseppe ha spiegato che quando si è in mensa non si deve toccare il cibo con le mani o infilare le dita nella caraffa dell’acqua, perché poi tutti devono bere. Chiara ha detto che quando si usano le cose di tutti, bisogna avere molta cura, come quando si prende in prestito un libro della biblioteca o si usano i pennarelli della classe. – Insomma – ha osservato la maestra Michela, – siamo tutti convinti che la buona educazione serve non solo per rispettare, ma anche per essere rispettati e vivere bene con gli altri. Comprendo Le parole magiche del racconto sono parole che servono: per fare le magie. per farci stare meglio con gli altri. per ottenere dei favori. Ci penso Parole per stare bene insieme Tu usi spesso le “parole magiche” del brano? Con chi? Pensi davvero che servano per fare più bella la nostra giornata? Perché? Ci ragiono e provo Avvio ai compiti di realtà Costruite il cartellone delle parole magiche per stare bene insieme. Dividetevi in gruppi. Scrivete 5 parole magiche e per ciascuna spiegate a che cosa serve. Confrontate i vostri elenchi e scegliete le 10 parole che secondo voi sono più importanti. Scrivetele su un cartellone e illustratele.
Stare insieme  Parole chiave: racconto realistico - regole, bambini, insegnante, classe Cittadinanza Le parole magiche Adatt. da Maria Loretta Giraldo, Anna e le parole magiche, San Paolo Edizioni Oggi, in cortile sono scoppiati tanti litigi, così la maestra Michela ci ha fatto tornare subito in classe. Pensavamo che volesse farci una bella predica, invece lei ha detto: – Adesso parliamo di parole e di azioni magiche. Quali sono le parole magiche che conoscete? Giuseppe ha alzato la mano e ha detto: – Abracadabra. Sofia ha detto: – Bidibi-bodibi-bu. Ma ogni volta la maestra faceva di no con la testa. – Io intendevo le parole magiche che si possono usare tutti i giorni per fare più bella la nostra giornata. Poi Vanessa ha detto: – “Scusa” è una parola magica, perché ti fa fare la pace con chi è arrabbiato con te. – Bene! – ha esclamato la maestra. E così tutti abbiamo cominciato a dire altre parole magiche: “per piacere!”, “permesso”, “grazie!” e in classe si sentiva una grande confusione. – Uno alla volta! – ha chiesto allora la maestra. – Lasciare che parlino anche gli altri è la prima azione magica che mi viene in mente in questo momento. Filippo ha detto che non è giusto dare le spinte quando si è in fila, perché se tu dai una spinta a qualcuno, poi quando qualcuno dà una spinta a te non ti puoi neanche lamentare. Giuseppe ha spiegato che quando si è in mensa non si deve toccare il cibo con le mani o infilare le dita nella caraffa dell’acqua, perché poi tutti devono bere. Chiara ha detto che quando si usano le cose di tutti, bisogna avere molta cura, come quando si prende in prestito un libro della biblioteca o si usano i pennarelli della classe. – Insomma – ha osservato la maestra Michela, – siamo tutti convinti che la buona educazione serve non solo per rispettare, ma anche per essere rispettati e vivere bene con gli altri. Comprendo  Le parole magiche del racconto sono parole che servono:   per fare le magie.   per farci stare meglio con gli altri.   per ottenere dei favori. Ci penso Parole per stare bene insieme  Tu usi spesso le “parole magiche” del brano? Con chi? Pensi davvero che servano per fare più bella la nostra giornata? Perché? Ci ragiono e provo Avvio ai compiti di realtà  Costruite il cartellone delle parole magiche per stare bene insieme.  Dividetevi in gruppi. Scrivete 5 parole magiche e per ciascuna spiegate a che cosa serve.  Confrontate i vostri elenchi e scegliete le 10 parole che secondo voi sono più importanti.  Scrivetele su un cartellone e illustratele.