A letto presto, B. Mooney

PAROLE CHIAVE: racconto realistico regole, fratelli STORIE DI OGNI GIORNO A LETTO PRESTO COMPRENDO Bel Mooney, Non è giusto!, Mondadori Junior Ogni sera era sempre la solita storia. Arrivava la mamma, le batteva su una spalla e le diceva: A letto, tesoro. Allora Titti sbuffava e, indicando suo fratello intento a leggere o disegnare o guardare la tivù, ribatteva con aria scocciata: Perché non glielo dici anche a lui? Perché per lui non è ancora ora rispondeva la mamma sospirando. Be ... non è mica giusto che lui possa stare alzato fino a tardi e io no! Lui è più grande di te. Dai, Titti, non fartelo ripetere ogni volta! A questo punto, soffiando e brontolando, Titti si alzava, e si avviava su per le scale a passo di lumaca, strascicando i piedi e fermandosi a ogni scalino. E intanto continuava a ripetersi quanto era antipatico suo fratello e com era ingiusto che godesse di questi privilegi per il solo fatto che aveva qualche anno più di lei. Quando avvengono i fatti narrati? Al mattino. Di sera. Di notte. Sottolinea nel testo le parole che te lo fanno capire. Spesso nelle storie troviamo le parole del tempo: una sera, al mattino... Queste parole spiegano quando avvengono i fatti narrati. 47

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