La luce e il buio, E. Giacone, A. Mostacci

Il Racconto fantastico - Il mito Parole chiave: dei, animali, giorno e notte La luce e il buio Elio Giacone, Anna Mostacci, Ombre di luna, Il Capitello Mito dell’America Centrale Molto, molto tempo fa Viracocha, dio degli Incas, osservò con attenzione l’universo che aveva appena finito di creare e scosse la testa, scontento. Era troppo scuro. Ai piedi del monte Borosi, un’alta e robusta montagna, viveva il vecchio Taguapac. Non era facile per lui e per sua moglie trovare cibo nel buio profondo che li circondava, e i due erano costretti a spostarsi a tentoni di qua e di là, cercando di evitare mille pericoli. Viracocha provò compassione per loro e decise di regalare alla terra la luce. Per prima cosa chiamò Inti, il coloratissimo uccello sacro, che si posò a terra alla sua sinistra. Poi disse a Titi, il possente puma, di raggiungerli e l’animale, con passi leggeri, scese dai monti e si accucciò alla sua destra. Viracocha sapeva che i due animali, regnando su un mondo immerso nel buio, avevano dentro di sé una luce con cui potevano vedere senza essere visti: proprio di questa luce voleva servirsi per tenere a bada il buio nell’universo che aveva appena creato. – Inti, aiutami per piacere. Voglio che il buio e la luce vivano in armonia sulla terra. Gli occhi sbiaditi del grande uccello si riempirono di mille colori. I colori si mescolarono più e più volte e poi sparirono, lasciando il posto al giallo brillante e all’azzurro scuro. Il cielo si illuminò all’improvviso, inondato dalla calda luce del sole, mentre la luna, tonda e azzurra, prendeva posto accanto al grande astro luminoso. – Così va bene, ma non basta. Se il sole rimarrà sempre lì, i suoi raggi bruceranno la terra. Bisogna che ogni tanto se ne vada e quando se ne va voglio che qualcuno limiti il potere del buio. Titi, vedi un po’ cosa puoi fare. Nello sguardo del puma brillarono innumerevoli punti luminosissimi, che in un attimo si sparpagliarono per il cielo. Anche le stelle erano state create. Con un gesto, Viracocha invitò il sole a farsi in disparte e quando l’astro luminoso si nascose dietro la terra, nel buio di quella che gli uomini avrebbero chiamato notte splendevano la sorridente luna e le luccicanti stelle. Scopro le parole Possente vuol dire: che possiede tante cose. paziente. forte, potente. Comprendo Completa. Secondo questo mito, tantissimo tempo fa l’universo era tutto Il dio Viracocha ebbe compassione del vecchio Taguapac e di sua moglie che nel buio facevano fatica a Così decise di regalare alla terra Quali animali chiamò? Una scimmia. Un puma. Un uccello coloratissimo. A che cosa dette origine ciascun animale? Puma → Uccello dalle piume colorate →
Il Racconto fantastico - Il mito   Parole chiave: dei, animali, giorno e notte La luce e il buio Elio Giacone, Anna Mostacci, Ombre di luna, Il Capitello Mito dell’America Centrale Molto, molto tempo fa Viracocha, dio degli Incas, osservò con attenzione l’universo che aveva appena finito di creare e scosse la testa, scontento. Era troppo scuro. Ai piedi del monte Borosi, un’alta e robusta montagna, viveva il vecchio Taguapac. Non era facile per lui e per sua moglie trovare cibo nel buio profondo che li circondava, e i due erano costretti a spostarsi a tentoni di qua e di là, cercando di evitare mille pericoli. Viracocha provò compassione per loro e decise di regalare alla terra la luce. Per prima cosa chiamò Inti, il coloratissimo uccello sacro, che si posò a terra alla sua sinistra. Poi disse a Titi, il possente puma, di raggiungerli e l’animale, con passi leggeri, scese dai monti e si accucciò alla sua destra. Viracocha sapeva che i due animali, regnando su un mondo immerso nel buio, avevano dentro di sé una luce con cui potevano vedere senza essere visti: proprio di questa luce voleva servirsi per tenere a bada il buio nell’universo che aveva appena creato. – Inti, aiutami per piacere. Voglio che il buio e la luce vivano in armonia sulla terra. Gli occhi sbiaditi del grande uccello si riempirono di mille colori. I colori si mescolarono più e più volte e poi sparirono, lasciando il posto al giallo brillante e all’azzurro scuro. Il cielo si illuminò all’improvviso, inondato dalla calda luce del sole, mentre la luna, tonda e azzurra, prendeva posto accanto al grande astro luminoso. – Così va bene, ma non basta. Se il sole rimarrà sempre lì, i suoi raggi bruceranno la terra. Bisogna che ogni tanto se ne vada e quando se ne va voglio che qualcuno limiti il potere del buio. Titi, vedi un po’ cosa puoi fare. Nello sguardo del puma brillarono innumerevoli punti luminosissimi, che in un attimo si sparpagliarono per il cielo. Anche le stelle erano state create. Con un gesto, Viracocha invitò il sole a farsi in disparte e quando l’astro luminoso si nascose dietro la terra, nel buio di quella che gli uomini avrebbero chiamato notte splendevano la sorridente luna e le luccicanti stelle. Scopro le parole  Possente vuol dire:   che possiede tante cose.   paziente.   forte, potente. Comprendo  Completa.  Secondo questo mito, tantissimo tempo fa l’universo era tutto    Il dio Viracocha ebbe compassione del vecchio Taguapac e di sua moglie che nel buio facevano fatica a    Così decise di regalare alla terra    Quali animali chiamò?   Una scimmia.   Un puma.   Un uccello coloratissimo.  A che cosa dette origine ciascun animale? Puma →   Uccello dalle piume colorate →