Prometeo, R. Piumini

Il Racconto fantastico - Il mito Parole chiave: dei, uomini, fuoco Prometeo Adatt. da Roberto Piumini, Il circo di Zeus, Edizioni EL Secondo un antico mito greco, Prometeo era un gigante molto intelligente. Su ordine di Zeus, il re degli dei, aveva creato gli uomini impastandoli nel fango. Prometeo era forte e potente, e gli spiaceva vedere gli uomini sbandare di qua e di là sulla terra, rudi e selvaggi, poco più che animali: era convinto che c’era del buono nell’umanità e che bisognava aiutarla. Così cominciò ad aggirarsi per la terra e a insegnare agli uomini le arti della caccia e della pesca, della costruzione dei vasi e della tessitura; e insegnava loro anche le regole della vita in comune. Ci fu tra la gente più ordine e pace e si cominciò a vedere e gustare la civiltà. Venne un inverno molto freddo. Gli uomini sapevano coprirsi con pelli di animale o ripararsi in una grotta: ma non conoscevano il fuoco e rischiavano di morire. Prometeo salì fino all’Olimpo e chiese a Zeus di poter portare il fuoco agli uomini. Invano tentò di convincerlo. Prima di tornare fra gli uomini bussò al portone della grande fucina di Efesto, il fabbro dell’Olimpo. Qui bruciava un fuoco eterno, con il quale il dio fondeva i metalli per le sue opere stupende. Quando uscì dalla fucina, un barlume di fuoco rosato brillava nel cavo di un giunco: con quello Prometeo abbandonò l’Olimpo. In ogni grotta che incontrava, in ogni capanna, entrava a dare il fuoco e a raccomandare di essere prudenti. Così gli uomini si poterono scaldare e il fuoco rimase in loro possesso, perché lo conservavano come il bene più caro. Quando Zeus vide che sulla terra c’era il fuoco, si inferocì contro Prometeo. La sua ira fu tremenda. Lo incatenò ad una rupe e diede ordine a un’aquila di andare ogni giorno a rodergli il fegato. Per molto tempo Prometeo restò lassù; ogni giorno, infatti, il fegato divorato dall’aquila tornava a formarsi. Eterna sarebbe stata la condanna voluta da Zeus se un giorno il fortissimo Eracle, passando da quelle parti, non avesse sentito le urla di Prometeo. Eracle uccise l’aquila staccandole netta la testa con un disco di pietra, poi prese la catena che legava Prometeo e la strappò dalla roccia. La fucina è l’officina in cui gli artigiani lavorano i metalli. Comprendo Rispondi sul quaderno. Che cosa pensava Prometeo degli uomini? Che cosa insegnò loro? Perché rubò il fuoco dall’Olimpo? Quale punizione diede Zeus a Prometeo? Scopro le parole Collega le parole al significato giusto. Barlume Giunco Rupe Roccia alta e ripida Luce debole Pianta Tanti tipi di testo La spiegazione Che cosa vuole spiegare questo antico mito? Chi era Prometeo. In che modo il fuoco è stato donato agli uomini. Come vivevano gli uomini prima della scoperta del fuoco.
Il Racconto fantastico - Il mito   Parole chiave: dei, uomini, fuoco Prometeo Adatt. da Roberto Piumini, Il circo di Zeus, Edizioni EL Secondo un antico mito greco, Prometeo era un gigante molto intelligente. Su ordine di Zeus, il re degli dei, aveva creato gli uomini impastandoli nel fango. Prometeo era forte e potente, e gli spiaceva vedere gli uomini sbandare di qua e di là sulla terra, rudi e selvaggi, poco più che animali: era convinto che c’era del buono nell’umanità e che bisognava aiutarla. Così cominciò ad aggirarsi per la terra e a insegnare agli uomini le arti della caccia e della pesca, della costruzione dei vasi e della tessitura; e insegnava loro anche le regole della vita in comune. Ci fu tra la gente più ordine e pace e si cominciò a vedere e gustare la civiltà. Venne un inverno molto freddo. Gli uomini sapevano coprirsi con pelli di animale o ripararsi in una grotta: ma non conoscevano il fuoco e rischiavano di morire. Prometeo salì fino all’Olimpo e chiese a Zeus di poter portare il fuoco agli uomini. Invano tentò di convincerlo. Prima di tornare fra gli uomini bussò al portone della grande fucina di Efesto, il fabbro dell’Olimpo. Qui bruciava un fuoco eterno, con il quale il dio fondeva i metalli per le sue opere stupende. Quando uscì dalla fucina, un barlume di fuoco rosato brillava nel cavo di un giunco: con quello Prometeo abbandonò l’Olimpo. In ogni grotta che incontrava, in ogni capanna, entrava a dare il fuoco e a raccomandare di essere prudenti. Così gli uomini si poterono scaldare e il fuoco rimase in loro possesso, perché lo conservavano come il bene più caro. Quando Zeus vide che sulla terra c’era il fuoco, si inferocì contro Prometeo. La sua ira fu tremenda. Lo incatenò ad una rupe e diede ordine a un’aquila di andare ogni giorno a rodergli il fegato. Per molto tempo Prometeo restò lassù; ogni giorno, infatti, il fegato divorato dall’aquila tornava a formarsi. Eterna sarebbe stata la condanna voluta da Zeus se un giorno il fortissimo Eracle, passando da quelle parti, non avesse sentito le urla di Prometeo. Eracle uccise l’aquila staccandole netta la testa con un disco di pietra, poi prese la catena che legava Prometeo e la strappò dalla roccia. La fucina è l’officina in cui gli artigiani lavorano i metalli. Comprendo  Rispondi sul quaderno.  Che cosa pensava Prometeo degli uomini?  Che cosa insegnò loro?  Perché rubò il fuoco dall’Olimpo?  Quale punizione diede Zeus a Prometeo? Scopro le parole  Collega le parole al significato giusto. Barlume Giunco Rupe Roccia alta e ripida Luce debole Pianta Tanti tipi di testo   La spiegazione  Che cosa vuole spiegare questo antico mito?   Chi era Prometeo.   In che modo il fuoco è stato donato agli uomini.   Come vivevano gli uomini prima della scoperta del fuoco.