Ufficio traduzioni, B. Pumhösel, A. Sarfatti

Crescere insieme Parole chiave: racconto realistico - scuola, integrazione, lingue Ufficio traduzioni Barbara Pumhösel, Anna Sarfatti, Amore e pidocchi, EDT L’anno scorso la maestra si è accorta che a Edel non piace dirci le cose in tagalog. Il tagalog, che noi chiamiamo filippino, è la lingua dei genitori di Edel, e lui la conosce benissimo visto che la parla con i suoi. Ma anche gli altri in classe parlano quasi sempre solo italiano. Soltanto Jutta, che ha la mamma tedesca, ci porta spesso delle filastrocche e scioglilingua in tedesco. La maestra non ha insistito, ma poi, per Natale, ci ha fatto un discorso. Siamo una classe in cui è presente un bambino di ogni continente, eccetto l’Australia. Dice che la nostra classe è come il mondo in una stanza. Ed è come un regalo per noi perché impariamo senza accorgerci tante cose per cui gli altri devono studiare tantissimo. Poi ci ha detto di chiedere ad amici, parenti e vicini come e quando si fanno gli auguri in altre lingue. Ne abbiamo trovati diciassette incluso il sardo. Abbiamo fatto la stessa cosa alla fine dell’anno scorso per dire “Buone vacanze”. Così ora con la maestra ogni tanto giochiamo all’ufficio traduzioni. I traduttori sono Dritan, Heleno, Rima, Edel e Jutta. Anche Gina voleva fare la traduttrice perché sa benissimo il sardo. Gli altri fanno i giornalisti e cercano notizie. Abbiamo tutti un quaderno dove scriviamo le parole strane che troviamo, le parole che ci piacciono perché hanno un bel suono o anche quelle che fanno inciampare la lingua. Il sardo è una lingua. Viene parlata in Sardegna. Comprendo Secondo te Dritan, Heleno, Rima, Edel e Jutta parlano l’italiano? Da che cosa lo capisci? Sottolinea la frase che ti ha suggerito la risposta. Impariamo insieme Lavoro cooperativo Create anche voi un “ufficio traduzioni” e raccogliete in un quaderno di classe parole e modi di dire in lingue diverse dall’italiano. Potete raccogliere formule di saluto, nomi di animali, di giochi… o quello che vi interessa. Chiedete ai compagni e alle compagne di origine non italiana e anche a persone adulte che conoscono altre lingue.
Crescere insieme  Parole chiave: racconto realistico - scuola, integrazione, lingue Ufficio traduzioni Barbara Pumhösel, Anna Sarfatti, Amore e pidocchi, EDT L’anno scorso la maestra si è accorta che a Edel non piace dirci le cose in tagalog. Il tagalog, che noi chiamiamo filippino, è la lingua dei genitori di Edel, e lui la conosce benissimo visto che la parla con i suoi. Ma anche gli altri in classe parlano quasi sempre solo italiano. Soltanto Jutta, che ha la mamma tedesca, ci porta spesso delle filastrocche e scioglilingua in tedesco. La maestra non ha insistito, ma poi, per Natale, ci ha fatto un discorso. Siamo una classe in cui è presente un bambino di ogni continente, eccetto l’Australia. Dice che la nostra classe è come il mondo in una stanza. Ed è come un regalo per noi perché impariamo senza accorgerci tante cose per cui gli altri devono studiare tantissimo. Poi ci ha detto di chiedere ad amici, parenti e vicini come e quando si fanno gli auguri in altre lingue. Ne abbiamo trovati diciassette incluso il sardo. Abbiamo fatto la stessa cosa alla fine dell’anno scorso per dire “Buone vacanze”. Così ora con la maestra ogni tanto giochiamo all’ufficio traduzioni. I traduttori sono Dritan, Heleno, Rima, Edel e Jutta. Anche Gina voleva fare la traduttrice perché sa benissimo il sardo. Gli altri fanno i giornalisti e cercano notizie. Abbiamo tutti un quaderno dove scriviamo le parole strane che troviamo, le parole che ci piacciono perché hanno un bel suono o anche quelle che fanno inciampare la lingua. Il sardo è una lingua. Viene parlata in Sardegna. Comprendo  Secondo te Dritan, Heleno, Rima, Edel e Jutta parlano l’italiano? Da che cosa lo capisci? Sottolinea la frase che ti ha suggerito la risposta. Impariamo insieme Lavoro cooperativo  Create anche voi un “ufficio traduzioni” e raccogliete in un quaderno di classe parole e modi di dire in lingue diverse dall’italiano. Potete raccogliere formule di saluto, nomi di animali, di giochi… o quello che vi interessa. Chiedete ai compagni e alle compagne di origine non italiana e anche a persone adulte che conoscono altre lingue.