Se lui ci sta, M. Lodi

Il racconto realistico Parole chiave: racconto in prima persona - bambini e adulti, amicizia con animali, responsabilità Se lui ci sta Adatt. da Mario Lodi, Il mistero del cane, Giunti Junior Quel giorno, quando entrammo e gli gridammo: – Buon giorno! – il cane voltò la testa verso di noi e fece un guaito. – Ha risposto! – esclamò Silvano. Rossella gli si avvicinò e gli domandò: – Perché hai buttato via le coperte? Non sai che fa tanto freddo? Ora te le accomodo io per bene e tu fai il bravo e stai sotto a dormire. E quando sarai guarito verrai con noi a giocare sulla neve… Mentre gli parlava alzò la coperta e… – Guardate! Muove il codino! È contento! – disse. A ogni complimento il cane agitava il codino, così capivamo quel che gli piaceva e non gli piaceva. Se gli accarezzavi la testa agitava il codino come per dire: – Mi piace, è bello. Se gli toccavi la zampa rotta, allora no, guaiva per il dolore. Non sopportava le coperte tirate su fino al collo, forse gli facevano paura, allora lo lasciavamo per metà scoperto. Nel pomeriggio Rossella tornò con lo zio veterinario. Il veterinario tolse le coperte. – Non c’è bisogno di coperte – disse – i cani hanno la pelliccia. Fategli un bel letto di paglia nell’angolo e lui sarà più contento. Poi cominciò la visita: gli toccò la testa, le zampe, la pancia, gli guardò gli occhi, lo pizzicò. – Febbre non ne ha più, o pochissima – osservò – ma è conciato male, povera bestia. Qui ci sono due zampe fratturate e anche qualche costola. Se non ha lesioni interne gravi, se la può cavare. Ma resterà un cane zoppo e deforme, avrà perso tutto quello che un cane della sua razza deve avere: la sveltezza, la velocità, il mestiere del cacciatore. – Ma con noi mica deve andare a caccia – gli disse Rossella. Lo zio si meravigliò: – Davvero volete tenerlo? – Se lui ci sta… – rispose Rossella – vero che lo teniamo? E noi tutti gli dicemmo di sì, decisi. – L’abbiamo salvato e vogliamo tenerlo – dissi. – Come un amico – aggiunse Paolino. Comprendo Perché i bambini si occupano del cane? Perché è un cucciolo e ha bisogno di cure. Perché è ferito e non sta bene. Come fanno i bambini a capire che cosa piace al cane? Osservano la sua coda. Sentono i suoi guaiti. Perché i bambini decidono di tenere il cane? Perché si sono affezionati al cane. Perché il cane è guarito. Scrivo Come continuerà la storia? Scegli fra queste possibilità e scrivi il finale sul quaderno. Il cane, una volta guarito, rimane con i suoi nuovi padroncini. Il cane, una volta guarito, va a ricercare il suo vecchio padrone.

Il racconto realistico  Parole chiave: racconto in prima persona - bambini e adulti, amicizia con animali, responsabilità

Se lui ci sta

Adatt. da Mario Lodi, Il mistero del cane, Giunti Junior

Quel giorno, quando entrammo e gli gridammo: – Buon giorno! – il cane voltò la testa verso di noi e fece un guaito.

– Ha risposto! – esclamò Silvano.

Rossella gli si avvicinò e gli domandò: – Perché hai buttato via le coperte? Non sai che fa tanto freddo? Ora te le accomodo io per bene e tu fai il bravo e stai sotto a dormire. E quando sarai guarito verrai con noi a giocare sulla neve…

Mentre gli parlava alzò la coperta e…

– Guardate! Muove il codino! È contento! – disse.

A ogni complimento il cane agitava il codino, così capivamo quel che gli piaceva e non gli piaceva.

Se gli accarezzavi la testa agitava il codino come per dire: – Mi piace, è bello.

Se gli toccavi la zampa rotta, allora no, guaiva per il dolore.

Non sopportava le coperte tirate su fino al collo, forse gli facevano paura, allora lo lasciavamo per metà scoperto.

Nel pomeriggio Rossella tornò con lo zio veterinario.

Il veterinario tolse le coperte.

– Non c’è bisogno di coperte – disse – i cani hanno la pelliccia. Fategli un bel letto di paglia nell’angolo e lui sarà più contento.

Poi cominciò la visita: gli toccò la testa, le zampe, la pancia, gli guardò gli occhi, lo pizzicò.

– Febbre non ne ha più, o pochissima – osservò – ma è conciato male, povera bestia. Qui ci sono due zampe fratturate e anche qualche costola. Se non ha lesioni interne gravi, se la può cavare. Ma resterà un cane zoppo e deforme, avrà perso tutto quello che un cane della sua razza deve avere: la sveltezza, la velocità, il mestiere del cacciatore.

– Ma con noi mica deve andare a caccia – gli disse Rossella.

Lo zio si meravigliò: – Davvero volete tenerlo?

– Se lui ci sta… – rispose Rossella – vero che lo teniamo?

E noi tutti gli dicemmo di sì, decisi.

– L’abbiamo salvato e vogliamo tenerlo – dissi.

– Come un amico – aggiunse Paolino.