Pat, L. Tumiati

Il testo descrittivo Parole chiave: descrizione di persona - modi di dire, bambini, abbigliamento, scelte Pat Lucia Tumiati, Saltafrontiera, Giunti Sebbene fosse una bambina, Pat stava sempre in pantaloni, i quali – estate o inverno che fosse – erano sempre i blue-jeans. E come lei, debbo dire, stava la maggioranza dei miei compagni. Ed erano per lo più pantaloni sporchi e logori; anzi, più la stoffa sulle ginocchia era schiarita, più i pantaloni erano pregiati e amati. Non le ho mai visto una maglietta stirata addosso, anzi, pur essendo la figlia di un giudice, era sempre vestita in modo trasandato. Si toglieva sempre le scarpe anche quando la maestra la interrogava, e il bello era che nei calzini venivano fuori certi buchi che pareva ci fosse passato un topo. Ma era tanto allegra e gentile che tutti le volevano molto bene e anch’io ne ero rimasto incantato. Aveva i capelli rossi, e veniva alla stessa scuola di vetro dove andavo io. Dal colore delle righe delle sue magliette, l’avresti potuta riconoscere fra mille. Un giorno che pioveva “cani e gatti”, come dicono gli inglesi, ed era vacanza, la mamma e il babbo decisero di andare al ristorante. Poco dopo che ci eravamo entrati, ecco Pat che arriva coi suoi genitori e un fratellino più piccolo. Gocciolavano acqua a più non posso dagli impermeabili colorati di plastica. Noi almeno avevamo l’ombrello e non ci eravamo proprio inzuppati troppo. Certo i piedi erano un po’ in guazzo e, se arricciavo il pollice del piede, sentivo un “clic” di acqua e un bagnatino poco consolante. Pat entrò salutandomi con un palmo di lingua fuori; suo fratello tese l’indice e il pollice e, mettendoli vicino all’occhio destro, fece il cenno di sparare ripetutamente dalla mia parte. – Cia… – stavo per dire ciao, ma mi si smorzò in gola. Pat si sedette a un tavolo, si levò le scarpe e poi le calze e le consegnò alla mamma, che si alzò e le appese vicino al ventilatore, sopra una pila di piatti bianchi, sulla credenza. Io guardavo senza fiatare i piedi nudi, bianchissimi di Pat e i calzini rossi e neri che si agitavano, ma la mamma mi dette un colpetto sul gomito perché smettessi di fissare tanto da quella parte. – Non è educato, chissà cosa penseranno di te… Ma come non si fa a non guardare? Scopro la lingua “Pioveva cani e gatti” è un’espressione inglese che significa: pioveva fortissimo. c’erano molti cani e gatti. Conosci qualche espressione italiana che ha lo stesso significato? Scrivila qui: In guazzo vuol dire: ghiacciati. immersi nell’acqua. sporchi. Comprendo Pat è descritta soprattutto attraverso il suo modo di vestire e il suo comportamento. La descrizione presenta solo due elementi del suo aspetto fisico. Trovali e sottolineali. Come potresti definire Pat? Scegli due o più aggettivi tra i seguenti: distratta simpatica originale sporca normale insopportabile strana maleducata spontanea Ci penso Mi piace vestire così A te come piace vestire? Hai una maglia, dei pantaloni o delle scarpe che ti piacciono particolarmente? Di solito, scegli tu i tuoi vestiti?

Il testo descrittivo  Parole chiave: descrizione di persona - modi di dire, bambini, abbigliamento, scelte

Pat

Lucia Tumiati, Saltafrontiera, Giunti

Sebbene fosse una bambina, Pat stava sempre in pantaloni, i quali – estate o inverno che fosse – erano sempre i blue-jeans. E come lei, debbo dire, stava la maggioranza dei miei compagni. Ed erano per lo più pantaloni sporchi e logori; anzi, più la stoffa sulle ginocchia era schiarita, più i pantaloni erano pregiati e amati.

Non le ho mai visto una maglietta stirata addosso, anzi, pur essendo la figlia di un giudice, era sempre vestita in modo trasandato. Si toglieva sempre le scarpe anche quando la maestra la interrogava, e il bello era che nei calzini venivano fuori certi buchi che pareva ci fosse passato un topo. Ma era tanto allegra e gentile che tutti le volevano molto bene e anch’io ne ero rimasto incantato.

Aveva i capelli rossi, e veniva alla stessa scuola di vetro dove andavo io. Dal colore delle righe delle sue magliette, l’avresti potuta riconoscere fra mille.

Un giorno che pioveva “cani e gatti”, come dicono gli inglesi, ed era vacanza, la mamma e il babbo decisero di andare al ristorante. Poco dopo che ci eravamo entrati, ecco Pat che arriva coi suoi genitori e un fratellino più piccolo. Gocciolavano acqua a più non posso dagli impermeabili colorati di plastica. Noi almeno avevamo l’ombrello e non ci eravamo proprio inzuppati troppo. Certo i piedi erano un po’ in guazzo e, se arricciavo il pollice del piede, sentivo un “clic” di acqua e un bagnatino poco consolante.

Pat entrò salutandomi con un palmo di lingua fuori; suo fratello tese l’indice e il pollice e, mettendoli vicino all’occhio destro, fece il cenno di sparare ripetutamente dalla mia parte.

– Cia… – stavo per dire ciao, ma mi si smorzò in gola.

Pat si sedette a un tavolo, si levò le scarpe e poi le calze e le consegnò alla mamma, che si alzò e le appese vicino al ventilatore, sopra una pila di piatti bianchi, sulla credenza.

Io guardavo senza fiatare i piedi nudi, bianchissimi di Pat e i calzini rossi e neri che si agitavano, ma la mamma mi dette un colpetto sul gomito perché smettessi di fissare tanto da quella parte.

– Non è educato, chissà cosa penseranno di te…

Ma come non si fa a non guardare?

Comprendo

 Pat è descritta soprattutto attraverso il suo modo di vestire e il suo comportamento. La descrizione presenta solo due elementi del suo aspetto fisico. Trovali e sottolineali.

 Come potresti definire Pat? Scegli due o più aggettivi tra i seguenti:

  distratta

  simpatica

  originale

  sporca

  normale

  insopportabile

  strana

  maleducata

  spontanea