Due simpatici topini, D. King-Smith

Il testo descrittivo Parole chiave: descrizione di persona - animali da compagnia, topi Due simpatici topini Dick King-Smith, Gli animali della mia vita, Mondadori I topi non piacciono molto a nessuno. Si pensa che siano animali cattivi, astuti, puzzolenti e portatori di malattie. I topolini, invece, sono molto puliti, è facile tenerli in mano e possono fare molta compagnia. Ne ho avuto una volta una coppia estremamente piacevole. Erano topolini giapponesi con i fianchi e le zampette bianche, ma con la testa nera e una striscia nera anche lungo il dorso. Li avevo chiamati Giove e Giunone, come gli dei dell’antica Roma. Giove era leggermente più grande di Giunone. Era ben addomesticato e gli piaceva andare in giro seduto sulla mia spalla. Giunone di solito era troppo occupata per poterselo permettere. Occupata? A fare che? A fare i piccoli. Alla prima figliata ne fece dieci. Alla seconda dodici. Alla terza sedici. Non ricordo che cosa sia accaduto a tutti quei piccoli. È passato troppo tempo. Ma ricordo distintamente il vecchio Giove accovacciato su una mia spalla che con i baffi mi faceva il solletico sul collo. Comprendo Quale disegno ritrae i topolini descritti nel racconto? Fai una X vicino al disegno giusto. Parlo Hai anche tu un animale a cui sei affezionato o che conosci bene? Descrivilo ai tuoi compagni seguendo la traccia. Presentazione: di quale animale si tratta, come si chiama… Aspetto fisico: dimensione del corpo, colore, zampe… Carattere, comportamento, abitudini: che cosa mangia, che cosa gli piace fare…

Il testo descrittivo  Parole chiave: descrizione di persona - animali da compagnia, topi

Due simpatici topini

Dick King-Smith, Gli animali della mia vita, Mondadori

I topi non piacciono molto a nessuno. Si pensa che siano animali cattivi, astuti, puzzolenti e portatori di malattie. I topolini, invece, sono molto puliti, è facile tenerli in mano e possono fare molta compagnia.

Ne ho avuto una volta una coppia estremamente piacevole. Erano topolini giapponesi con i fianchi e le zampette bianche, ma con la testa nera e una striscia nera anche lungo il dorso. Li avevo chiamati Giove e Giunone, come gli dei dell’antica Roma. Giove era leggermente più grande di Giunone. Era ben addomesticato e gli piaceva andare in giro seduto sulla mia spalla.

Giunone di solito era troppo occupata per poterselo permettere. Occupata? A fare che? A fare i piccoli. Alla prima figliata ne fece dieci. Alla seconda dodici. Alla terza sedici.

Non ricordo che cosa sia accaduto a tutti quei piccoli. È passato troppo tempo.

Ma ricordo distintamente il vecchio Giove accovacciato su una mia spalla che con i baffi mi faceva il solletico sul collo.