Brutti sogni, C. Mabel

Dentro di me Parole chiave: racconto realistico - incubi e sogni Brutti sogni Camilla Mabel Teresa quasi tutte le notti fa bei sogni. Una volta però sogna di trovare un dragone spaventoso nella vasca da bagno. Appena sveglia, ancora spaventata dal sogno, aveva preso i colori e aveva provato a disegnare il dragone. Le era venuto fuori un simpatico personaggio tutt’altro che pauroso: sembrava quasi che sorridesse. Allora aveva portato quel dragone a scuola e la maestra le aveva detto che era un disegno pieno di fantasia e davvero bellissimo. Teresa aveva poi raccontato il suo sogno di fronte a tutta la classe e i suoi compagni l’avevano trovato molto interessante, qualcuno, anzi, si era messo a ridere divertito. Anche altri bambini avevano raccontato i loro sogni paurosi e poi li avevano disegnati. Ne avevano discusso a lungo per tutta la mattina e si erano divertiti molto. Da allora Teresa non solo non aveva più sognato draghi paurosi ma aveva cominciato a trasformare i suoi sogni in immagini e storie. I sogni, infatti, li si può disegnare, raccontare, e perché no, anche scrivere… L’indomani, in classe, ci sarebbe stata una prova scritta e Teresa aveva deciso: qualsiasi sogno avesse fatto quella notte, avrebbe cercato di acchiapparlo al mattino, mentre fuggiva, e l’avrebbe raccontato così com’era, bello, brutto, pauroso, coraggioso, noioso o divertente, cupo oppure allegro, come se fosse una storia vera. Racconto Nei sogni succedono le cose più strane e divertenti. Racconta in classe il sogno più strano e buffo che ti ricordi.

Dentro di me  Parole chiave: racconto realistico - incubi e sogni

Brutti sogni

Camilla Mabel

Teresa quasi tutte le notti fa bei sogni. Una volta però sogna di trovare un dragone spaventoso nella vasca da bagno.

Appena sveglia, ancora spaventata dal sogno, aveva preso i colori e aveva provato a disegnare il dragone. Le era venuto fuori un simpatico personaggio tutt’altro che pauroso: sembrava quasi che sorridesse.

Allora aveva portato quel dragone a scuola e la maestra le aveva detto che era un disegno pieno di fantasia e davvero bellissimo. Teresa aveva poi raccontato il suo sogno di fronte a tutta la classe e i suoi compagni l’avevano trovato molto interessante, qualcuno, anzi, si era messo a ridere divertito. Anche altri bambini avevano raccontato i loro sogni paurosi e poi li avevano disegnati. Ne avevano discusso a lungo per tutta la mattina e si erano divertiti molto.

Da allora Teresa non solo non aveva più sognato draghi paurosi ma aveva cominciato a trasformare i suoi sogni in immagini e storie.

I sogni, infatti, li si può disegnare, raccontare, e perché no, anche scrivere… L’indomani, in classe, ci sarebbe stata una prova scritta e Teresa aveva deciso: qualsiasi sogno avesse fatto quella notte, avrebbe cercato di acchiapparlo al mattino, mentre fuggiva, e l’avrebbe raccontato così com’era, bello, brutto, pauroso, coraggioso, noioso o divertente, cupo oppure allegro, come se fosse una storia vera.