Il topo che mangiava gatti, G. Rodari

Il Racconto fantastico Parole chiave: gatti e topi, biblioteca, libri Il topo che mangiava gatti Gianni Rodari, I cinque libri, Einaudi Un vecchio topo di biblioteca andò a trovare i suoi cugini, che abitavano in un solaio e conoscevano poco il mondo. – Voi conoscete poco il mondo, – egli diceva ai suoi timidi parenti, – e probabilmente non sapete nemmeno leggere. – Eh, tu la sai lunga, – sospiravano quelli. – Per esempio, avete mai mangiato un gatto? – Eh, tu la sai lunga. Ma da noi sono i gatti che mangiano i topi. – Perché siete ignoranti. Io ne ho mangiato più d’uno e vi assicuro che non hanno detto neanche: Ahi! – E di che sapevano? – Di carta e d’inchiostro, a mio parere. Ma questo è niente. Avete mai mangiato un cane? – Per carità. – Io ne ho mangiato uno proprio ieri. Un cane lupo. Aveva certe zanne… Bene, si è lasciato mangiare quieto quieto e non ha detto neanche: Ahi! – E di che sapeva? – Di carta, di carta. E un rinoceronte l’avete mai mangiato? – Eh, tu la sai lunga. Ma noi un rinoceronte non l’abbiamo visto mai. Somiglia al parmigiano o al gorgonzola? – Somiglia a un rinoceronte, naturalmente. E avete mai mangiato un elefante, un frate, una principessa, un albero di Natale? In quel momento il gatto, che era stato ad ascoltare dietro un baule, balzò fuori con un miagolio minaccioso. Era un gatto vero, di carne e d’ossa, con baffi e artigli. I topolini volarono a rintanarsi, tranne il topo di biblioteca, che per la sorpresa era rimasto immobile sulle sue zampe come un monumentino. Il gatto lo agguantò e cominciò a giocare con lui. – Tu saresti il topo che mangia i gatti? – Io, Eccellenza… Lei deve comprendere… Stando sempre in libreria… – Capisco, capisco. Li mangi in figura, stampati nei libri. – Qualche volta, ma solo per ragioni di studio. – Certo. Anch’io apprezzo la letteratura. Ma non ti pare che avresti dovuto studiare un pochino anche dal vero? Avresti imparato che non tutti i gatti sono fatti di carta, e non tutti i rinoceronti si lasciano rosicchiare dai topi. Per fortuna del povero prigioniero, il gatto ebbe un attimo di distrazione, perché aveva visto passare un ragno sul pavimento. Il topo di biblioteca, con due salti, tornò tra i suoi libri, e il gatto dovette accontentarsi di mangiare il ragno. Comprendo Quali frasi sono vere (V) e quali false (F)? Segna con X. Il topo viveva in una libreria. V F Il topo mangiava animali disegnati nei libri. V F Il gatto mangiò il topo. V F Riordina i fatti narrati nella storia. Numera da 1 a 5. Il topo riesce a fuggire. Un topo di biblioteca va a trovare i cugini. Un gatto agguanta il topo. Il topo si vanta di mangiare i gatti. ll gatto mangia un ragno. Scopro le parole Topo di biblioteca è un modo di dire. Che cosa significa? Ripensa al racconto che hai letto e rispondi. Una persona vanitosa. Una persona fortunata. Una persona che studia molto ma conosce poco il mondo. Che cos’è un solaio? Un luogo per persone sole. Un locale sotto il tetto delle case. Una terrazza adatta a prendere il sole.
Il Racconto fantastico  Parole chiave: gatti e topi, biblioteca, libri Il topo che mangiava gatti Gianni Rodari, I cinque libri, Einaudi Un vecchio topo di biblioteca andò a trovare i suoi cugini, che abitavano in un solaio e conoscevano poco il mondo. – Voi conoscete poco il mondo, – egli diceva ai suoi timidi parenti, – e probabilmente non sapete nemmeno leggere. – Eh, tu la sai lunga, – sospiravano quelli. – Per esempio, avete mai mangiato un gatto? – Eh, tu la sai lunga. Ma da noi sono i gatti che mangiano i topi. – Perché siete ignoranti. Io ne ho mangiato più d’uno e vi assicuro che non hanno detto neanche: Ahi! – E di che sapevano? – Di carta e d’inchiostro, a mio parere. Ma questo è niente. Avete mai mangiato un cane? – Per carità. – Io ne ho mangiato uno proprio ieri. Un cane lupo. Aveva certe zanne… Bene, si è lasciato mangiare quieto quieto e non ha detto neanche: Ahi! – E di che sapeva? – Di carta, di carta. E un rinoceronte l’avete mai mangiato? – Eh, tu la sai lunga. Ma noi un rinoceronte non l’abbiamo visto mai. Somiglia al parmigiano o al gorgonzola? – Somiglia a un rinoceronte, naturalmente. E avete mai mangiato un elefante, un frate, una principessa, un albero di Natale? In quel momento il gatto, che era stato ad ascoltare dietro un baule, balzò fuori con un miagolio minaccioso. Era un gatto vero, di carne e d’ossa, con baffi e artigli. I topolini volarono a rintanarsi, tranne il topo di biblioteca, che per la sorpresa era rimasto immobile sulle sue zampe come un monumentino. Il gatto lo agguantò e cominciò a giocare con lui. – Tu saresti il topo che mangia i gatti? – Io, Eccellenza… Lei deve comprendere… Stando sempre in libreria… – Capisco, capisco. Li mangi in figura, stampati nei libri. – Qualche volta, ma solo per ragioni di studio. – Certo. Anch’io apprezzo la letteratura. Ma non ti pare che avresti dovuto studiare un pochino anche dal vero? Avresti imparato che non tutti i gatti sono fatti di carta, e non tutti i rinoceronti si lasciano rosicchiare dai topi. Per fortuna del povero prigioniero, il gatto ebbe un attimo di distrazione, perché aveva visto passare un ragno sul pavimento. Il topo di biblioteca, con due salti, tornò tra i suoi libri, e il gatto dovette accontentarsi di mangiare il ragno. Comprendo  Quali frasi sono vere (V) e quali false (F)? Segna con X.  Il topo viveva in una libreria.     V     F  Il topo mangiava animali disegnati nei libri.     V     F  Il gatto mangiò il topo.     V     F  Riordina i fatti narrati nella storia. Numera da 1 a 5.   Il topo riesce a fuggire.   Un topo di biblioteca va a trovare i cugini.   Un gatto agguanta il topo.   Il topo si vanta di mangiare i gatti.   ll gatto mangia un ragno. Scopro le parole  Topo di biblioteca è un modo di dire. Che cosa significa? Ripensa al racconto che hai letto e rispondi.   Una persona vanitosa.   Una persona fortunata.   Una persona che studia molto ma conosce poco il mondo.  Che cos’è un solaio?   Un luogo per persone sole.   Un locale sotto il tetto delle case.   Una terrazza adatta a prendere il sole.