I terremoti – TECNOLOGIA: Il sismografo

Scienze Le trasformazioni della Terra I terremoti L’Italia è un Paese che ha una grande attività sismica, cioè i terremoti (o sismi) sono frequenti. Ma che cos’è un terremoto e come avviene? Per capirlo, dobbiamo pensare che la crosta terrestre non è rigida e compatta, ma presenta delle spaccature: è formata infatti da enormi pezzi chiamati placche, uniti fra loro come in un grande puzzle. Le placche “galleggiano” sullo strato immediatamente sottostante, cioè sul mantello, e sono in lento e continuo movimento, come se fossero delle zattere, anche se noi non lo avvertiamo. Quando si spostano e si urtano fra loro, le placche generano le scosse sismiche: queste scosse sono i terremoti. Il punto sotterraneo da cui si propaga il terremoto è detto ipocentro. Dall’ipocentro partono le onde sismiche. Il punto in superficie che sta sopra l’ipocentro si chiama epicentro ed è la zona in cui le conseguenze del terremoto sono più gravi. Se l’epicentro di un terremoto è sotto la superficie del mare si verifica un maremoto, cioè lo spostamento di enormi masse d’acqua con onde gigantesche, dette tsunami. Tecnologia Il sismografo I terremoti sono piuttosto frequenti, ma spesso sono leggeri e le persone non li avvertono. C’è però uno strumento che è in grado di registrare anche il terremoto più leggero, il sismografo. Si tratta di un rotolo di carta fissato al suolo, su cui è appoggiato una specie di pennino. Il rotolo scorre con movimento costante e il pennino “scrive” su di esso. Finché il suolo resta fermo, il pennino traccia una linea dritta; quando la terra si muove, la carta segue il suo movimento e il pennino traccia delle linee a zigzag. Quanto più queste linee si allontanano dal centro della carta, tanto più la scossa è intensa.
Scienze Le trasformazioni della Terra I terremoti L’Italia è un Paese che ha una grande attività sismica, cioè i terremoti (o sismi) sono frequenti. Ma che cos’è un terremoto e come avviene? Per capirlo, dobbiamo pensare che la crosta terrestre non è rigida e compatta, ma presenta delle spaccature: è formata infatti da enormi pezzi chiamati placche, uniti fra loro come in un grande puzzle. Le placche “galleggiano” sullo strato immediatamente sottostante, cioè sul mantello, e sono in lento e continuo movimento, come se fossero delle zattere, anche se noi non lo avvertiamo. Quando si spostano e si urtano fra loro, le placche generano le scosse sismiche: queste scosse sono i terremoti. Il punto sotterraneo da cui si propaga il terremoto è detto ipocentro. Dall’ipocentro partono le onde sismiche. Il punto in superficie che sta sopra l’ipocentro si chiama epicentro ed è la zona in cui le conseguenze del terremoto sono più gravi. Se l’epicentro di un terremoto è sotto la superficie del mare si verifica un maremoto, cioè lo spostamento di enormi masse d’acqua con onde gigantesche, dette tsunami. Tecnologia Il sismografo I terremoti sono piuttosto frequenti, ma spesso sono leggeri e le persone non li avvertono. C’è però uno strumento che è in grado di registrare anche il terremoto più leggero, il sismografo. Si tratta di un rotolo di carta fissato al suolo, su cui è appoggiato una specie di pennino. Il rotolo scorre con movimento costante e il pennino “scrive” su di esso. Finché il suolo resta fermo, il pennino traccia una linea dritta; quando la terra si muove, la carta segue il suo movimento e il pennino traccia delle linee a zigzag. Quanto più queste linee si allontanano dal centro della carta, tanto più la scossa è intensa.