L’alimentazione

Storia Il Neolitico L’alimentazione L’alimentazione dei nostri antenati nel Neolitico variava molto: dipendeva sia dalle zone in cui si trovava il villaggio, sia dagli animali allevati e dai vegetali raccolti o coltivati. Sappiamo che l’uomo del Neolitico si nutriva di lenticchie e piselli, ma anche di noci, ciliegie, mele, pere, prugne, radici e uova di uccelli; con la farina ricavata dai cereali e un po’ d’acqua preparava polente e focacce. Il sale era raro ed era conosciuto soprattutto da chi viveva in riva al mare. I villaggi che non avevano il sale cercavano di ottenerlo con il baratto. Si cacciavano soprattutto cervi, cinghiali e uccelli. Per i pesci grandi e per la caccia si usava l’arco, ma si pescava anche con le mani, con la fiocina, con l’amo e con la rete. Si mangiava carne di capra e di pecora, animali preziosi perché con il loro latte si producevano i formaggi. Con l’evoluzione dell’allevamento entrarono nella dieta degli uomini del Neolitico anche oche, anatre e galline. Non sempre la situazione era semplice, bastava un periodo di siccità per mettere in crisi un intero villaggio. Allora era importante avere scorte alimentari. Infatti in molti villaggi del Neolitico furono costruiti i primi silos per conservare i cereali. Baratto: scambio di merci con merci diverse. Silos: magazzini o fosse per la conservazione dei cereali. Capisco e studio Sottolinea nel testo di verde tutti i cibi di origine vegetale e di rosso quelli di origine animale. Resti di un focolare neolitico. L’immagine raffigura la ricostruzione di una macina del Neolitico.
Storia Il Neolitico L’alimentazione L’alimentazione dei nostri antenati nel Neolitico variava molto: dipendeva sia dalle zone in cui si trovava il villaggio, sia dagli animali allevati e dai vegetali raccolti o coltivati. Sappiamo che l’uomo del Neolitico si nutriva di lenticchie e piselli, ma anche di noci, ciliegie, mele, pere, prugne, radici e uova di uccelli; con la farina ricavata dai cereali e un po’ d’acqua preparava polente e focacce. Il sale era raro ed era conosciuto soprattutto da chi viveva in riva al mare. I villaggi che non avevano il sale cercavano di ottenerlo con il baratto. Si cacciavano soprattutto cervi, cinghiali e uccelli. Per i pesci grandi e per la caccia si usava l’arco, ma si pescava anche con le mani, con la fiocina, con l’amo e con la rete. Si mangiava carne di capra e di pecora, animali preziosi perché con il loro latte si producevano i formaggi. Con l’evoluzione dell’allevamento entrarono nella dieta degli uomini del Neolitico anche oche, anatre e galline. Non sempre la situazione era semplice, bastava un periodo di siccità per mettere in crisi un intero villaggio. Allora era importante avere scorte alimentari. Infatti in molti villaggi del Neolitico furono costruiti i primi silos per conservare i cereali. Baratto: scambio di merci con merci diverse. Silos: magazzini o fosse per la conservazione dei cereali. Capisco e studio  Sottolinea nel testo di verde tutti i cibi di origine vegetale e di rosso quelli di origine animale. Resti di un focolare neolitico. L’immagine raffigura la ricostruzione di una macina del Neolitico.